Programmi di ricerca

in ambito Nazionale, Europeo e Internazionale a cui abbiamo partecipato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FERROVIARIO

 

Il progetto è partito nell Aprile 2009 ed è stato completato nel Novembre 2012.
I seguenti risultati importanti sono stati raggiunti:

  1. È stato sviluppato un nuovo metodo di prova al fuoco ripetibile e riproducibile per la misurazione di gas tossici (67 prodotti sono stati provati secondo questo metodo di prova). Si basa su una analisi in continuo di gas in funzione del tempo con FTIR (Fourier Transform Infrared spectrometry)
  2. È stato proposto un nuovo sistema di classificazione pragmatica convenzionale per la tossicità degli effluenti rilasciati dai prodotti sui treni.

Questa classificazione si basa sul tempo per raggiungere un inabilitazione dei passeggeri e del personale. E' stato convalidato dal confronto con il test in scala reale in carrozza.

  1. Una descrizione generale della metodologia di ingegneria della sicurezza antincendio ad essere utilizzati per il trasporto di superficie è stato scritto da TRANSFEU.
  2. Esso descrive l'obiettivo di sicurezza antincendio, l'approccio di analisi dei rischi di incendio, gli scenari di incendio di progetto e criteri di sicurezza, gli strumenti di simulazione numerica e quali dati devono essere utilizzati.
  3. Strumenti numerici e il metodo della simulazione sono stati sviluppati in modo da simulare l'effetto fuoco sull'integrità strutturale di barriere tagliafuoco, l'evacuazione delle persone, la crescita del fuoco, e gli effetti tossici sul personale ed i passeggeri a causa della combustione di prodotti.

Queste simulazioni sono state convalidate dal confronto dei risultati con prove complete e reali in scala.

Transfeu WP2 - D2.1.2 Relazione sullo sviluppo del protocollo per il metodo di prova dinamica su piccola scala per la misura di gas tossici
01 - Modellazione camera dei fumi
02 - Dati misurazione del fumo
03 - Filtraggio
04 - Influenza di estrazione dell'aria dalla camera di prova ISO 5659-2 sulla pressione relativa
05 - Procedura di prova delle perdite della Camera
06 - Procedura di calibrazione del cono calorimetrico
07 - Procedura di calibrazione opacità dei fumi
08 - Taratura dell'analizzatore FTIR utilizzando la procedura di bombole di gas standard
09 - Validazione analisi in continua FTIR di combustione di liquidi standard
10 - Influenza del 2 ° filtro sulla linea di campionamento FTIR per prevenire l'intrappolamento del HCl e altri gas alogeni
WP6-D6.3.2 Real scale test Scenario 2A-2B in Voghera (PV) Italy
WP6 Real scale test Scenario 2A-2B presented in Rostock on 26 September 2013
WP6_D6.5 Part 1 Validation of the conventional classification criteria proposed in WP3
Status of Transfeu Program on April 2013
WP7 – Dissemination and Contribution the conventional pragmatic classification system for the toxicity of fire effluents released from products used in Railway vehicles.
Test dei Cavi IEC 60332-3-10 Fullscale Test (Dynamic measurement of calorimetry, smoke and toxicity) e ISO 5659-2 modified according to TRANSFEU Programme (Dynamic measurement of smoke and toxicity)
LSFire Testing Institute srl & Università dell’Insubria - Seminario sul programma di ricerca TRANSFEU
TRANSFEU Final Report

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LSFire Testing Institute srl & Università dell’Insubria
Aula Magna Università dell’Insubria di Varese
Venerdi 27 Maggio 2011
Seminario sul programma di ricerca TRANSFEU

I metodi che verranno impiegati nelle EN 45545-2 per la valutazione della reazione al fuoco dei
prodotti utilizzati nel trasporto ferroviario e di superficie in Europa: marittimo e collettivo su strada.

L’uso della Trasformata di Fourier per l’analisi dinamica dei gas tossici contenuti
negli effluenti applicata alla camera ISO 5659-2 in condizioni di accumulo.
Presentazione dell’apparecchiatura e delle procedure di prova: gli indici CITFED e
FEC.

Alcuni cenni sulla tecnica di analisi FTIR


Che cosa significa FTIR?
FTIR sta per : Fourier Transform InfraRed ovvero Infrarosso a Trasformata di Fourier


Che cosa rappresenta?
Nell’ambito della spettroscopia infrarossa, una radiazione IR passa attraverso un campione (cella di
campionamento a gas) dove alcune delle radiazioni sono assorbite dallo stesso campione ad altre sono trasmesse.
Lo spettro risultante rappresenta l’assorbimento (picchi) e la trasmissione molecolare specifica che crea
un’impronta digitale del campione.
Questo fenomeno è dovuto alla capacità delle radiazioni IR di provocare variazioni nelle vibrazioni dei legami
(stretching & bending) che passano dal loro stato vibrazionale fondamentale ad uno stato vibrazionale eccitato.
Ogni singola molecola di gas ha quindi la proprietà di assorbire questa energia corrispondente ad una o più regioni specifiche e note del medio infrarosso.


Perché utilizzare questa tecnica?
La spettroscopia infrarossa ha rappresentato una delle tecniche da laboratorio più credibili e utilizzate nell’ambito
dell’analisi dei materiali per oltre 70 anni.
Uno spettro infrarosso rappresenta un impronta digitale di un campione. I picchi di assorbimento spettrale
corrispondono alle frequenze di vibrazione tra i legami degli atomi che formano la struttura molecolare del
materiale.


Dal momento che ogni differente materiale ha un'unica combinazione di atomi, 2 diverse sostanze non produrranno mai lo stesso identico spettro. Di conseguenza, la spettroscopia infrarossa può essere adottata come tecnica di identificazione (analisi qualitativa) di qualsiasi tipo di materiale.


Inoltre, le dimensioni dei picchi nello spettro forniscono una diretta indicazione della quantità di materiale presente
e attraverso l’uso di moderni software che elaborano particolari algoritmi, l’infrarosso risulta una eccellente tecnica
di analisi quantitativa.

 

L’uso della Trasformata di Fourier per l’analisi dinamica dei gas tossici nella EN 45545-2

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il progetto Firestarr è un programma di ricerca di 3 anni finanziato congiuntamente dalla Commissione Europea e l'industria . E' stato fondato nel 1997 per aiutare il lavoro di CEN/TC256/WG1 e CENELEC/TC9X/WG3 nella stesura di una parte 2 ( Requisiti per il comportamento al fuoco dei materiali e componenti ) per la parte 7 dello standard europeo prEN 45545 [ 1 ] "protezione antincendio su veicoli ferroviari". Lo scopo principale principale degli 11 partner del consorzio Firestarr sono i seguenti:


1 Identificare i rischi di incendio nei treni europei e definire gli scenari di incendio più rilevanti che si verificano più frequentemente.
2 Selezionare i metodi di prova più idonei per la valutazione del comportamento di reazione al fuoco, come definito dagli effetti critici di un incendio, come iniziazione del fuoco, tempo di uno stato incontrollato ( flashover ), tempo alla perdita di visibilità e di tempo per condizione letale per passeggeri .
3 Ottenere i risultati dei test su tre gamme rappresentative dei prodotti ferroviari (cioè strutturale , mobili ed elettrotecnico ) e confrontarle con loro con valori noti dei test nazionali .
4 Proporre un sistema di classificazione per queste gamme di prodotti e convalidare queste proposte con i test in scala reale su parti di treni europei .

 

 

FIRESTARR Final Report

WP3-2 Selection of large and real scale test methods for furniture products

WP4-2 Small-scale tests on furniture products

WP7-2 Large scale tests on furniture products

WP8-2 Real scale tests on railway seats

Prove nello scompartimento del TGV

Abbiamo incominciato ad utilizzare questo “strumento” durante il programma FIRESTARR, anno 19XX
Consiste nella ricostruzione di uno scompartimento del TGV fine anni 1900, nel quale è stata realizzata la ventilazione del treno reale sia per quantità, regolabile peraltro di aria fresca immessa mescolata all’aria di riciclo, in modo da riprodurre le condizioni di incendio di poltrone, rivestimento di pareti, bagagli, accessori etc.
Sono stati misurati i fumi (perdita di visibilità, produzione di gas tossici, rilascio di calore, propagazione e altri fenomeni relativi alla crescita dell’incendio)
Viene utilizzato con uno specifico modello di incendio, anche per lo studio dell’efficacia da sistemi di protezione attiva

FOTO

 

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PROPAGAZIONE TOTALE DELLA FIAMMA

ROLAND

ROLAND è un programma che L.S.F. ha coordinato sotto contratto con la Commissione EU e con Associazioni ed industrie Europee del settore edilizio.
Si tratta della messa a punto di un metodo di semiscala concepito da L.S.F., che, nelle condizioni di attacco termico stabilito - 40 kW/m2 - permette di misurare con buona precisione, ripetibilità e riproducibilità, il tempo di innesco, la propagazione dell’incendio sulla superficie nelle varie direzioni, la quantità di calore prodotta dalla combustione (per mezzo della curva della temperatura degli effluenti) e l’opacità dei fumi emessi.

E’ considerato un metodo di semiscala “semplificato” per il costo molto ridotto sia dell’apparecchiatura che delle prove. Ha mostrato anche una buona correlazione, sarebbe più corretto dire corrispondenza, con i dati ottenuti con il Room Corner Test (prova di full-scale - scenario di riferimento).

 

Report Part I - Results of tests

Report Part II - Evaluation of tests results

Report Part III - Comparison with the SBI and modeling

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CAVI ELETTRICI

Descrizione delle principali ricerche NON RISERVATE effettuate
Conclusioni sulle differenze tra risultati dei test di scala reale
e quelli di piccola scala

 

I cavi elettrici sono un prodotto molto particolare  che, per quanto riguarda il comportamento al fuoco, merita un discorso a sé.


La valutazione completa comprende l’accendibilità, cioè la facilità di incendiarsi quando sottoposti ad un attacco termico relativamente debole come una fiamma di potenza relativa o un irraggiamento di pochi kW/m2, la propagazione e le quantità prodotta, nel tempo, di calore, di fumi opachi e di gas tossici.
Ciascuno di questi fenomeni, che in gergo chiamiamo parametri, concorre a calcolare una valutazione di pericolosità che determina poi la “classe”, utilizzata nei regolamenti di sicurezza all’incendio, per correlare le prestazioni al fuoco con i criteri di impiego nei vari scenari.
Il cavo ha alcune peculiarità: è un prodotto composito, a volte da molti componenti, che si presentano alle sollecitazioni dell’incendio in fasi successive, determinandone l’andamento. Che varia durante lo sviluppo dell’incendio stesso secondo i componenti che vengono via via interessati. La guaina esterna, i filler quando presenti, le guaine dei vari cavi interni, la natura dei cavi e il diametro dei vari componenti. Anche la composizione dei conduttori, forma diametro e peso totale hanno influenza sul comportamento del cavo.

Ci abbiamo lavorato molto e per diversi anni, a cominciare dal 1998

I documenti che Vi presentiamo sono relativi soltanto ad alcune ricerche , presentate all’ISO TC92sc1 e sc3, al CEN, alla Commissione di Bruxelles che l’ha finanziati in parte. Altri lavori come: l’efficienza del cavo ottico durante l’incendio prolungato, per verificare il funzionamento del sistema di segnalazione e trasmissione nel tunnel, ad esempio, che è di proprietà dell’industria che l’ha fatta eseguire: in quell’occasione sono rimasto affascinato da un apparecchietto in grado di tranciare la fibra ottica, misurare l’esattezza del taglio a 90° (una minima differenza veniva segnalata, in modo da correggere l’errore anche solo di uno o due gradi, che avrebbe compromesso il segnale) ed eseguire poi la saldatura. Costava, a quel tempo, circa 65 milioni di lire: l’operatore lo custodiva con un’attenzione quasi morbosa. Si adoperava anche nelle navi posacavi transoceaniche, e ce n’erano ben pochi esemplari in circolazione.
Le principali conclusioni che possiamo oggi considerare acquisite in questo settore sono le seguenti:

  • sono state perfezionate sia l’apparecchiatura che la procedura per misurare contemporaneamente la propagazione (già prevista da sempre), il rilascio di calore, le emissione di fumi opachi e i gas tossici. In un unico test di scala reale, quindi molto affidabile in quanto molto realistico. Nel settore dell’edilizia, la tossicità degli effluenti non è ancora presa in considerazione nei regolamenti, mentre lo è nel settore dei trasporti, specialmente in quello ferroviario e marittimo

  • i test di bench scale, hanno un significato relativo; i gas che troviamo in un’apparecchiatura ad accumulo, come la camera ISO 5659-2, NON sono gli stessi rilevati nei test di full scale– nei primi troviamo sempre o quasi la formaldeide, che nei test di full scale, in cui sono sempre presenti le fiamme, non troviamo più. Anche i test che prevedono l’analisi di una grammo di prodotto combustibile per ciascuno dei componenti presenti nei rivestimenti e nei filler, facendo gorgogliare i gas nelle bottiglie di acqua, NON danno un’informazione utilizzabile per prevedere il rilascio del cocktail di specie gassose tossiche del cavo nella sua completezza.

 

  • In più, oggi utilizziamo la FTIR, le cui acquisizioni (che non spariscono nello scarico del lavandino come le soluzioni per le analisi di chimica umida) entrano nel computer a futura memoria e controllo: gli interferogrammi si possono “rileggere” a distanza di anni, scoprendo specie per le quali, a suo tempo, non si erano potute fare le calibrazioni. Scoprire il fluoruro di carbonile nel 2006 prodotto da un prodotto testato nel 1994 è una bella soddisfazione, per esempio, e soltanto la FTIR permette questo tipo di verifiche.

Il metodo di piccola scala che prevede l’uso della camera ISO 5659-2 con l’applicazione della FTIR, grazie al programma TRANSFEU, è arrivato ad un livello di affidabilità finora mai raggiunto in termini di ripetibilità e riproducibilità. (E per le informazioni sulle modifiche che hanno fatto ottenere questo risultato, rimandiamo al capitolo relativo di TRANSFEU).
Recentemente, abbiamo confrontato i risultati di piccola scala con quelli di scala reale, e abbiamo constatato che a 50kW/m2 di irraggiamento il primo sistema produce sempre formaldeide, mentre questo gas, piuttosto pericoloso, non si trova nelle provedi scala reale, benché l’attacco termico sia più o meno equivalente.
La causa è dovuta sia alla ventilazione, controllata ma presente nelle prove di grande scala mentre è assente nella camera ISO, ad accumulo, sia alla presenza di fiamme in contatto con i cavi nel primo caso mentre nel secondo la decomposizione è causata solo dall’irraggiamento del cono radiante.
All’ISO eravamo fino a poco tempo fa convinti che la fiamma pilota non fosse necessaria per ottenere la combustione e quindi nella prova a 50 kW/m2 la fiamma pilota non è prevista.


Dobbiamo ammettere l’errore: le stesse prove ripetute con la fiamma pilota producono valori di FEC diverse in quanto la formaldeide NON compare mai.

Si potrà, in futuro, aggiungere la fiamma pilota anche nei test a 50 kW/m2, ma rimango comunque convinto che i test in scala reale siano più rappresentativi dell’incendio vero e quindi più affidabili per valutare il comportamento dei prodotti, e rappresentano anche una apprezzabile riduzione dei costi

 

 

2005

Misurazione della tossicità degli effluenti gassosi durante il Full Scale test prEN 50-399-2-1/2 usando la FTIR
Il documento presentato all’ISO alla riunione di Belfast - WG1 dell’SC3 -  nella primavera del 2005, illustra la prima ricerca sistematica per la misura di rilascio di calore, propagazione della fiamma, densità ottica dei fumi emessi e tossicità degli effluenti gassosi valutati tutti contemporaneamente con un test di full scale, che ben riproduce l’incendio reale.

Misurazione della tossicità degli effluenti gassosi durante il Full Scale test prEN 50-399-2-1/2 usando la FTIR (basato sul documento ISO/TC 92 SC3 WG1 (Fires models) N642 primavera 2005) presentato al meeting ISO a Belfast

Non abbiamo mai accettato che una effettiva valutazione del rischio di una potenziale tossicità di effluenti potrebbe essere raggiunto da misure effettuate in un unico momento nella storia di un incendio. Né crediamo che la prova su piccola scala sia in grado di fornire tali dati senza la convalida e la correlazione di un incendio reale. Con l'uso di un apparato FTIR e tecniche sviluppate negli ultimi diciotto anni, siamo ora in grado di monitorare la produzione in continuo dei gas, alcuni dei quali vengono generati solo in momenti specifici durante il ciclo-vita dell'incendio. Alcuni di questi gas sono noti per esistere soltanto per un breve periodo a determinate temperature. Grazie alla calibrazione dell'apparecchiatura con questa tecnica ora siamo in grado di misurare, oltre al gruppo dei gas indicati dalle varie norme, anche altre specie come: acroleina, formaldeide, fluoruro di carbonile, fosgene, acrilonitrile, ammoniaca, acido solfidrico, capaci di aumentare la tossicità negli effluenti sviluppati durante l'incendio.

 

Link al documento

2006

PROGRAMMA “SALAMANDRA”

Scopo

Produrre uno standard che permetta di verificare la continuità dell’efficienza in servizio dei cavi coinvolti in un incendio per un tempo prolungato (30 -120 min [90]) .

Questa ricerca è stata eseguita su commissione di un gruppo produttore di cavi da utilizzare in tunnel o in scenari in cui è importante che il cavo continui a trasmettere i segnali durante un tempo prolungato, mentre l’incendio continua a produrre energia.
Il segnale, infatti, ha continuato a essere ricevuto fino a pochi secondi dallo spegnimento della fiamma dei due bruciatori lineari, dalle quali era avvolto il cavo.

Si è interrotto quando le fibre di vetro, raffreddandosi, si sono spezzate.

 

 

Programma SALAMANDRA

 

 

 

2008

Abbiamo iniziato ad utilizzare la camera cosiddetta 3x3, di 27m3, per la misura della quantità di fumi prodotti dai cavi. Nel corso della sua costruzione e messa a punto per le calibrazioni, ci siamo resi conto dell’estrema importanza dell’azione del ventilatore e della necessità di misurare la quantità di aria movimentata (nello standard si prevede un flusso da 5000 a 15000m3 ).
Con una calibrazione precisa della velocità delle pale, e quindi della movimentazione dell’aria, si ottiene una ripetibilità veramente notevole, difficile da riscontrare nelle prove di misure dei fumi.

 

 

 

2010

Il rapporto redatto dall’SP per il CEMAC 2 , è un programma al quale L.S.FIRE ha partecipato testando diverse famiglie di cavi; alcuni dei quali sono stati provati anche per quanto riguarda la tossicità degli effluenti sia all’SP che all’LSFIRE. E come sempre, fra i nostri due laboratori i valori sono riproducibili.

CEMAC II

CEMAC, CE MArking of Cables (MArcatura CE dei Cavi ndr) è un progetto nato con l'obiettivo di sostenere un trasferimento agevole dalla reazione al fuoco nazionale richiesta in Europa ad un requisito di marcatura CE armonizzato. Il punto di partenza è la decisione della Commissione europea sui criteri di classificazione a partire dal 2006 e le procedure di prova a cui fa riferimento la decisione. Il progetto CEMAC ha migliorato le norme di prova, sviluppato le procedure di applicazione estesa dei risultati del test, EXAP, e ha contribuito con un database di test di grandi dimensioni. CEMAC è una collaborazione tra un gruppo di istituti di ricerca, laboratori di prova e l'industria, Europacable. Si ritiene che il risultato sarà utilizzato nel sistema europeo in breve tempo.

Link al documento

 

2011

Durante il programma Tranfeu, è stata effettuata un’indagine su 11 cavi ferroviari (quindi Halogen free, come già da tempo previsto per l’uso nei treni).
Ai dati prodotti da questi cavi son stati aggiunti 3 cavi della ricerca ISO del 2005 per farne una comparazione.
Sono state effettuate le prove di full scale, a nostro avviso le  più significative perché rappresentano l’incendio reale. La ventilazione e la presenza delle fiamme del bruciatore previste dallo standard producono differenze tra i risultati delle prova nella camera ISO 5659-2 ad accumulo, che abbiamo eseguito per tutti i cavi al fine di comparare le differenze tra i due sistemi.
Il risultato più interessante, secondo me, è che NELLA CAMERA ISO SAREBBE MEGLIO UTILIZZARE LA FIAMMA PILOTA ANCHE  A 50 kW/m2 DI ATTACCO TERMICO, PER EVITARE DI RILEVARE GAS CHE NELL’INCENDIO REALE NON SI PRODUCONO (vedi dati della formaldeide).

Test dei Cavi IEC 60332-3-10 Fullscale Test (Dynamic measurement of calorimetry, smoke and toxicity) e ISO 5659-2 modified according to TRANSFEU Programme (Dynamic measurement of smoke and toxicity)

Sempre in questo campo, ci hanno impegnato altri lavori come, ad esempio, la valutazione dell’efficienza di trasmissione per un sistema di segnalazione in tunnel di un cavo ottico durante l’incendio prolungato. - In quell’occasione rimasi affascinato da un apparecchietto in grado di tranciare la fibra ottica, misurare l’esattezza del taglio a 90° (in modo da correggere l’errore anche solo di uno o due gradi, che avrebbe compromesso il segnale) ed eseguire poi la saldatura. Costava, a quel tempo, circa 65 milioni di lire e l’operatore lo custodiva con un’attenzione quasi morbosa. Si adoperava anche nelle navi posacavi transoceaniche e ce n’erano ben pochi esemplari in circolazione – (cit. Silvio Messa)

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MOBILI IMBOTTITI

 

BELFAGOR

Rappresenta un programma di ricerca pre-normativa europea avviato dalla

Commissione Europea DG XII (General Directorate of Science Research and

Development) e DG III (General Derectorate for Industry) gestito in cooperazione

con i seguenti istituti:

 

AIDIMA SPAIN
BAYER AG GERMANY
CENTEXBEL BELGIUM
LNE FRANCE
LSF ITALY
RAPRA UNITED KINGDOM
TNO THE NETHERLANDS
IKEA DENMARK

 

Il programma è stato coordinato da LSFire Laboratories.

L’obiettivo del programma BELFAGOR è di fornire un supporto tecnico e

scientifico per le esigenze funzionali fornite nel First Essential Requirement of the

draft proposal Directive on fire behaviour of Upholstered Furniture, concernente gli

articoli e componenti che recita: “First Essential Requirement: initial ignition level.

Il mobile imbottito e relativi articoli dovrebbero essere progettati e realizzati per

non incendiarsi all’esposizione di diversi tipi di fonte di calore classificati in tre

livelli di rischio (domestico, luoghi pubblici, prigioni e ospedali psichiatrici).

 

 

 

Final Report (II Edition by Maddalena Pezzani)

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GIUDIZIO DI DIO

Studio sull’affidabilità delle piccole cataste in legno di pino silvestre (CRIB) come sorgenti di innesco secondarie nella valutazione dell’accendibilità e classificazione dei mobili imbottiti.

Esecuzione del programma in fasi:

FASE A) Identificazione dei prodotti "omogenei" con RHR costante o comunque nei limiti di accettabilità

 

FASE B) Accertamento del comportamento "costante" di Cribs di varie grandezze, in termini di RHR e degli altri parametri misurabili col cono calorimetrico

 

FASE C) Applicazione dei cribs ritenuti "accettabili" per quanto riguarda i parametri A/B/C al modello di mobile imbottito con combinazioni diverse di imbottitura e rivestimento e studio del problema D (modalità di attacco e di applicazione dell'energia durante la prova)

 

FASE D) Test su combinazioni e/o componenti limite, per un serio studio della Riproducibilità e Ripetibilità, verificato a questo punto con la collaborazione con altri laboratori.

 

Report Finale

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ALTRE RICERCHE

COLLABORAZIONE PER RICERCA SULLA NORMA ISO 9705 - ROOM CORNER TEST

" Jim Quintiere, professore della MARYLAND UNIVERSITY, mi chiese la disponibilità di collaborare alla ricerca che il suo miglior studente avrebbe dovuto svolgere per la propria tesi di laurea in fire engineering, finanziata in parte dal NIST di Washington. Jim conosceva il nostro room corner, e le prime ricerche a cui avevamo partecipato per l'ISO. Fino ad allora, l'attacco termico ed il meccanismo per giungere al flash over era stato studiato un po' approssimativamente, e le misure presentate da Matti Kokkala del VTT erano state eseguite in un diedro aperto, come risulta anche nel testo. Ho aderito alla proposta, Scott è stato da noi qualche settimana, si era portato una bella attrezzatura per l'acquisizione dati, abbiamo costruito insieme le piastre che avrebbero funzionato come radiometri etc. La sua laurea è stata un successo, sono stato invitato alla presentazione del documento al NIST, che l'ha pubblicato tra le proprie ricerche: è stata una tappa importante anche per noi per l'uso e la conoscenza del room corner test ISO 9705, che è stato adottato come scenario di riferimento, almeno in teoria, dal sistema CEN di classificazione."

Analisys of the ISO 9705 Room/Corner Test: Simulations, Correlations and Heat Flux Measurements

 

 

PROVE DI INCENDIO DEI PANNELLI SANDWICH

Durante alcune prove di full scale (casette costruite con pannelli sandwich di diversa natura), abbiamo voluto monitorare l’andamento dei fumi opachi all’interno del manufatto.

Alcuni gruppi ottici tra quelli utilizzati a Voghera sono stati montati in modo da misurare i tempi in cui la visibilità si annulla alle diverse altezze prima di raggiungere il flah over e/o prima di uscire dalla parte superiore della porta

 

Presentazione del programma di ricerca valutazione del comportamento al fuoco dei rivestimenti a cappotto per mezzo di un metodo tecnicamente valido e di costi contenuti.

Convegno ISA - Roma 24/05/2016

 

 

 

 

 

 

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